Vogliamo davvero bambini creativi?

16.1.12 MadreCreativa 33 Comments

Sono sette anni che svolgo la professione di operatrice didattica (una professione non riconosciuta  e che tutti pensano di poter fare, "che ci vuole a fare u po' di art-attack?", "si io realizzo laboratori didattici...la mia esperienza? anni e anni con gli scout"...preferisco chiudere questa parentesi) e ho quindi assistito alla grandissima diffusione dei laboratori didattici. Non c'è museo, biblioteca, parco naturale che non realizzi laboratori. Creatività è la parola d'ordine...tutti i bambini devono essere creativi e allora il sabato si va in quella libreria perchè c'è la lettura animata, la domenica al fighissimo museo per quel laboratorio imperdibile (guai però a sporcarsi il vestitino da 200 euro!).
(immagine tratta da http://www.shutterstock.com/)
Fin qui tutto benissimo peccato, però, che tutto si risolva sempre e soltanto nel produrre qualcosa da esibire. Già perchè la creatività va benissimo, ma guai se un bambino colora andando fuori dai contorni, o dipinge il viso di un angelo di rosso, subito i genitori ammoniscono :"ma cosa hai fatto? non si è mai visto un angelo con la faccia rossa!".
I genitori quelli stessi che iscrivono i bambini ai laboratori e poi restano delusi se nel confronto con i lavori degli altri bambini, quello del loro è il più bruttino. Già perchè l'importante è il risultato, tanto importante che ho visto genitori realizzare il laboratorio per i propri bambini e poi portarlo a casa per regalarlo alla nonna, o insegnanti svolgere l'attività per un bambino diversamente abile che ha voglia di andare fuori dalla classe a giocare.
Provate, però, a realizzare dei laboratori con gli adulti...sarà un vero flop...troppa ansia da prestazione, troppa paura del confronto (due creativi della pubblicità a cui ho chiesto d'individuare all'interno di un paesaggio cinese delle forme, dei personaggi, non sono stati in grado di vedere nulla, perchè avevano paura di sbagliare e dire cose errate!).
Allora tutti forse ci dovremmo un po' interrogare su quello che stiamo facendo nelle nostre case come sul web, se davvero la tanto proclamata creatività giovi ai nostri bambini o al nostro orgoglio di adulti. Troppo spesso sento ripetere prima di iniziare un laboratorio "mio figlio è un artista!", "lui è bravissimo a colorare" come se a me cambiasse qualcosa o avessi un occhio di riguardo per il "piccolo Matisse" di turno. Come prima cosa cerco di non avere genitori presenti quando svolgo i laboratori e poi mi sforzo quando realizzo un laboratorio di tenere sempre presente la frase di Munari “NON DIRMI COSA FARE, MA COME FARE “ essenziale secondo Munari per il conseguimento di una personalità originale ed autonoma.
Per questo m'interrogo spesso anche quando realizzo delle attività creative con il mio bambino, se lo faccio per lui o per me. Lo confesso anche io a volte ho voglia di correggerlo, ma poi freno la mia mano e lo osservo e basta.
Si perchè molti adulti dimenticano che alla fine di tutto per i bambini è importante il gioco, trascorrere due ore insieme ad altri bambini sporcandosi, cantando (si durante i miei laboratori si canta!), confrontandosi, tutto nel divertimento. Forse se ci ricordassimo che anche noi adulti siamo stati bambini (e odiavamo chi ci diceva cosa fare) lasceremmo i nostri più liberi d'inventare e anche se tornassero a casa con uno scarabocchio saremmo felici perchè l'ha fatto il nostro bambino non per cosa ha fatto.

Grazie Stima, questo post lo devo a te.

33 commenti:

  1. uh non mi devi ringraziare di nulla. la paura di dire/fare la cosa sbagliata in noi adulti è diffusa molto più di quanto si creda, in vari ambiti. non trovi?
    pensa quanto è sbagliato trasmetterla ai bimbi...
    hai fatto bene a scrivere questo post!

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    1. Grazie cara...concordo con te sulla paura degli adulti...dovremmo imparare dai bambini e non trasmettergliela.

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  2. Faccio il tuo stesso lavoro e concordo al 100% con quanto dici!!
    Il mio laboratorio più riuscito? Quello di arte astratta perché li nessuno può mettere il becco sull'opera realizzata. Mi sono accorta di quanto tutti lo trovino appagante, sia i grandi che i piccoli. Possono creare senza il patema di essere giudicati.

    Mi è capitato spesso di scontrarmi con maestre che pretendevano la perfezione nell'esecuzione del "lavoretto" così ho adottato un trucchetto, faccio fare il famigerato "lavoretto" anche a loro, così sono occupate a perfezionare il loro e non guardano quello dei bambini...che spesso sono più bravi! ahahahahahah!
    Buona settimana! ;)

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    1. Mi piace il tuo trucchetto...proverò a metterlo in pratica...grazie!

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  3. Caspita che bel post pieno di stimoli! Grazie! :-)
    Come sai, io credo molto nella creatività e nelle attività creative...
    Purtroppo confondere il risultato (l'oggetto creativo) con la creatività è un errore comune, come quello di pensare la creatività solo ed esclusivamente in ambito artistico o scientifico. Perchè organizzarsi una giornata sarebbe meno creativo di realizzare un pupazzo con le bottiglie? La creatività permea tutta la nostra vita e non solo un ambito specifico.
    Per quanto riguarda la creatività adulta il problema di superare e lavorare sui "blocchi creativi" (cosi' si chiamano tutti i meccanismi tra cui la paura di sbagliare, la paura di essere giudicati, la ricerca del risultato, la difficoltà ad andare oltre un solo punto di vista...)è reale e propria "dell'età della ragione" ( e hanno anche delle finalità pratiche non indifefrenti) e son d'accordo con te: non si supera con dei semplici laboratori una volta ogni tanto. Sono percorsi personali, lenti, a volte difficili che prendono in cosiderazione vari aspetti del proprio carattere e della propria esperienza... Quando ho lavorato sui miei, è stato duro. E' stato difficile superare la mia insicurezza e la mia paura di sbagliare e ancora adesso, malgrado tutto, ci casco spesso.
    Sarebbe un peccato pero' non dedicare tempo anche alla creatività degli adulti, relegandola solo all'infanzia. Uno lancia un semino, poi magari chissà un giorno potrà dare i suoi frutti.
    Quando realizzo laboratori con adolescenti o adulti, io faccio di solito il gioco dei puntini (una vera cartina tornasole per la creatività): faccio disegnare su un foglio bianco tre puntini e poi chiedo loro di unirli nel modo che preferiscono, dando 3 minuti di tempo. Di solito mi trovo disegnato un tringolo.A volte pero' rimango stupita da quanta creatività possa esserci! E' bello anche vedere le facce di chi ha fatto il triangolo quando scoprono le possibilità che non hanno considerato...
    Un piccolo stimolo che pero' ha poratto spesso a tante rifessioni.
    Andrei avanti a parlare per ore. Scusami! Grazie per questo post :-D
    Paola

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    1. Grazi mille a te per le tue interessantissime considerazioni. Concordo sul bisogno di lavorare con gli adulti e sul bisogno che avrebbero molti adulti di lavorare su sè stessi per superare queste ansie e paure. Mi paice l'idea dei puntini ;)

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  4. ciao!questo post è molto interessante e purtroppo è tutto vero !!è un peccato che molti di noi ancora non siano arrivati a capire questo principio .io appassionandomi al metodo montessori ho davvero cambiato prospettiva e provarci è già un bel traguardo ! lavoro coi bambini e se devo dirla brevemente ....................beh c'è da starci male .o leggermente sotto shock aiutooooo :) -parlo dei metodi e atteggiamenti vari come quelli di cui parli-
    io personalmente mi rendo conto di avere tantissimo da imparare e ne avro anche fra 50 anni..........ma mi rendo anche tristemente conto che spesso è meglio che imparo da sola e non da chi ha più esperienza di me.
    comunque imparare da te mi fa sicuramente piacere ,non conosco tutti i tuoi post attinenti ma spero ne farai altri in futuro su creatività e attività coi bambini! ciao !!

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    1. Grazie... è vero c'è da starci male, ma nel nostro piccolo possiamo cercare di cambiare le cose....proviamoci!

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  5. Già anch'io a volte devo frenarmi per non guidare Jodie che magari fa i capelli dell'angioletto azzurri invece che gialli o marroni O.o per fortuna sono abbastanza allenata e mi accorgo dell'errore mentre lo sto facendo!!!

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    1. Brava! L'importante è accorgersi dove sbagliamo e correggerci...trovo che il meglio che possiamo fare è metterci nell'ottica che anche noi adulti abbiamo da imparare dai bambini. Grazie

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  6. io da musicista non vedo la creatività come fare un disegno e non uscire dai bordi. e vedere le maestre che a scuola non fanno altro che fargli colorare disegni prestampati dicendo esattamente i colori da usare e soprattutto manomettendoli (che alla fine si vede chiaramente che c'è la loro mano per ottenere un bel disegno da mostrare ai genitori)ecco questa non è creatività. così come tu dici nel post. purtroppo non solo noi genitori ma molte maestre ragionano così. ho sentito io personalmente la maestra di mia figlia che diceva ad una bimba "stai sbagliando tutto le ciliege sono rosse e il gambo verde" ecco io a queste cose inorridisco. togliamo sempre più capacità creative al nostro bambino. io cerco alla meglio di darle qualche spunto a casa per esempio se posso ti linko questo. credimi è una mia contro risposta a questa rigidità che trovo a scuola.http://appuntidimamma.blogspot.com/2012/01/dipingere-sul-muro.html

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    1. Grazie per il link...il problema non è solo di alcuni genitori, ma di alcuni adulti in generale...reagire è l'unica cosa che possiamo fare noi altri adulti che non la pensiamo come loro.

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  7. Brava, bellissimo post! Concordo con te, oggi troppo spesso i cosiddetti "laboratori" finiscono per perdere la loro funzione originaria a causa della mancanza di fantasia di genitori troppo apprensivi.... Il gioco e' gioco, il bambino impara attraverso il gioco, non cio' che gli insegnano adulti troppo preoccupati di conformarlo alle regole societarie, ma il PROPRIO modo di affrontare il mondo, di imparare e di esprimersi. Baci

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    1. Sono contenta del tuo commento, concordo in pieno con te!

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  8. Ottimo post, è scontato, lo so, ma lo scrivo lo stesso che sono d'accordo con te, credo che il problema di fondo sia da individuare nella società che ci vuole tutti omologati, bambini in primis, si parte dalla culla vestendo le bimbe in rosa e i maschi azzurri, si prosegue su questi schemi e non si può uscire da questi stessi schemi, chi disegna il cielo verde e il prato giallo viene etichettato come elemento da segnalare, non si fa punto e basta, la creatività non viene capita ma piuttosto bollata.
    Aggiungi il problema dell'ansia da prestazione dei genitori che vogliono il proprio bambino bravo nel disegno, nella musica, in tutte le materie scolastiche e nei vari sport, è difficile accettare la sconfitta, ammettere che tuo figlio non è bravo a disegnare, piuttosto lo si aiuta e si corregge il disegno, orrore!

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    1. Il tuo commento mi fa felice e non è scontato quello che dici...purtroppo è così...siamo tutti etichettati e dobbiamo rispondere in modo univoco a delle aspettative...il diverso è guardato con sospetto e invece di cercare di arricchirsi della diversità si cerca dove si può di correggerla...orrore!

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  9. fermarsi e lasciarli fare, si! pienamente d'accordo con te!!!

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    1. Cara sul tuo blog ho visto diversi disegni dei tuoi bambini "fuori dalle righe" e mi rallegro ogni volta!

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  10. Parole sagge e appassionate, per unlla scontate, come quelle dei commenti.
    Le condivido tutte.
    Anche io inorridisco quando vedo "attività creative" che di creativo - nel senso munariano che hai perfettamente spiegato e che anche io tengo sempre presente - non hanno niente. La curatrice di una conferenza su Munari, sua allieva e storica ufficiale, aveva detto che lui odiava l'abuso del termine creativo, penso proprio riferendosi a questo discorso.
    Come ho già detto più volte, ho trovato illuminante anche l'approccio di Michele Cassou, che spiega tra l'altro come evitare di creare i blocchi creativi di cui parla Paola.
    Di mio mi impegno a non metterci del mio, dopo alcune letture e le riflessioni che ho maturato, ho abolito i libricini a tema "colora nelle righe", ecc. E da homeschoolers provo un approccio assolutamente libero, montessoriano quando mi riesce, e lascio a eSSe assoluta libertà. Però vedo che anche piccoli input sporadici fanno danni. Basta che le nonne "la aiutino a fare bene" e lei mi torna a casa (NB è raro che io la lasci alle nonne da sola), con richieste di aiuto a fare come va fatto un disegno o un gioco. Tanto che a quel punto io sono spiazzata e devo ricominciare da capo a costruire la sua autostima e autonomia nel gioco. Discorso lungo... grazie del tuo post e dello stimolo a mettere insieme le idee al riguardo.

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    1. Grazie per le tue parole, sai quanto ti stimo...dobbiamo avere la forza e il coraggio di opporci a quanti voglio racchidere entro i limiti i nostri figli!

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  11. E' quello che penso tutte le volte che accompagno i miei figli a qualche laboratorio... infatti preferisco non portarceli! Perchè spesso anche chi fa il laboratorio perde di vista il soggetto a cui ci si rivolge, cercando di far abboccare gli adulti - sperando che ce li riporti anche al prossimo appuntamento. E questi genitori, che magari non stanno mai a casa e quando vanno ai laboratori con i figli si mettono ad osservarli come animali al circo, per vedere se rispondono bene agli stimoli e ciarlando tra loro, commentando quello che vedono fare ai bambini.
    Mi chiedo: è sempre così necessario che i bambini vivano tutte le esperienze, anche quelle ludiche, con la consapevolezza che hanno i genitori a guardarli, a difenderli se qualche bambino gli prende il pennarello dalle mani e via dicendo? E perchè non possono solo divertirsi? E questo è quello che cerco di far capire anche alla materna: possibile che non ci si aspetti altro che i bambini si facciano un mazzo così per fare lavoretti che se glieli fai rifare a casa non riuscirebbero mai a farli, o a preparare recite infinite invece di andare a giocare in giardino???? io non le capisco ste cose! E sono d'accordo con te! Lasciate i genitori fuori dai laboratori e spiegate ai genitori a cosa serve quel laboratorio....

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    1. Grazie per le tue parole...potrei fare un cartello ad ogni mio laboratorio con su scritto: genitori fuori"

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  12. Cara madre creativa,
    hai ragionissima su tutto. Moglie di un marito ordinatissimo cresciuto da un padre architetto che gli "disegnava le ombre giuste" sui suoi dipinti delle medie, condivido e capisco bene quello che dici sono le aspettative paterne (nonnerne, etc.). Io, disordinata, creativa e ..scout (OPS!) condivido a pieno la tua visione. Come genitori è difficile trattenersi, per fortuna mio figlio paolo, 3 anni, sul più bello dice o fa qualcosa di "divergente" che di solito ci fa scoppiare dalle risate!
    Uno dei giochi più belli, quando ci tocca aspettare qualcosa è quello di scatenare la fantasia in relazione ad una cosa semplice, tipo "io quando ho tanta fame mi mangio..." e si completa la frase. Dopo aver citato le cose più comuni (un piatone di lasagne, un secchio di gelato..) paolo comincia a dire le cose più buffe (un palazzo, una lampada..)...e potrebbe andare avanti per ore... senz'altro un bell'esercio per vedere quante parole conosce!! ;-)
    Brava! ti seguirò.

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    1. Cara LDS benvenuta! Mi piace molto il gioco per vedere quante parole conosce, in realtà va bene ogni cosa per stimolarli serenamente!

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  13. Ciao, da poco ho scoperto il tuo blog e devo ammettere davvero bello!!!
    Riguardo il post, sono assolutamente d'accordo con te. Ho imparato da una amica argentina, scultrice, l'importanza di lasciare libero il bambino nel mettere in pratica la sua arte, sia nei colori, nelle forme, nelle line, sia nei limiti delle stesse.
    Una cosa in particolare, di cui lei mi parlava, che mi ha colpito, è l'importanza di lasciare ampio spazio (nel caso del disegno) su cui poter creare. Ad esempio invece di fogli A4, sarebbe meglio fornire fogli A3 oppure A2, perché in quel modo il bambino impara ad avere maggiore percezione dello spazio ed oltre a lavorare la mano ed il polso, permette di far muovere e quindi lavorare anche il gomito, la spalla e a volte tutto il resto del corpo!

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    1. Grazie molte! Senza saperlo faccio usare sempre fogli A3 a Lorenzo ;)

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  14. Non posso che essere d'accordo. Su tutta la linea. Noi a casa facciamo spesso "lavori" di ogni genere e li lascio fare. Ho la fortuna di avere due bimbi quasi coetanei che stanno bene insieme, sono complici e si trovano in linea su molte cose così mi basta dare il via poi fanno tutto loro... Il piccoletto, in particolare, ama fare la faccia blu alle persone o il ritratto della mamma con delle orecchie megagalattiche... ma va bene così. Noi non abbiamo moltissime occasioni per frequentare laboratori creativi che non siano quelli proposti in casa da me. In zona non ne organizzano molti tranne le letture in biblioteca (ma su questo evito di aprire una parentesi nel merito perchè ci sarebbe moooolto da dire) ma ricordo un'occasione, qualche tempo fa: in un comune vicino al mio avevano organizzato una giornata di laboratori di diverso tipo (musicali, artistici, di pisocomotricità etc). Bhè, vuoi sapre dove si sono divertiti maggiormente i miei bimbi? Durante l'attesa, quando li hanno fatti aspettare che iniziasse il loro laboratorio con dei colori in mano, un foglio bianco piuttosto grande e, stesi a terra (il pavimento era il tavolo) hanno potuto fare quello che volevano!

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    1. I bambini sono straordinari...sanno già tutto!

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  15. Complimenti, hai vinto il Versatile Blogger Award!
    Fai un salto da me a controllare.
    mmd

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  16. Mi sono presa due minuti per leggere il tuo post. Come hai ragione. Anche io sono orgogliosa dei miei bimbi e a volte la tentazione di correggerli è troppo forte. Il più delle volte mi trattengo perché il bello con loro deve essere pasticciare, colorare e ritagliare.
    Il mio piccolo è già molto esigente con se stesso che cerco di lodarlo e basta per quello che fa. Invece lui piange e strappa tutto perché dice che non glie è venuto bene.
    Ha 4 anni ed una fantasia e creatività molto spiccate, che non significa che è preciso ma che sta ore a sperimentare tutto quello che gli viene in mente. Spesso lo fa da solo e poi mi porta ad ammirare la sua creazione. è così tenero!
    Molti laboratori che abbiamo frequentato sono proprio come dici tu. Non ci è piaciuta la competizione e non ci siamo tornati.

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  17. Grazie per le tue parole e per il premio!

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  18. Quante cose da leggere e su cui riflettere, è un po' faticoso metterle in ordine...
    IO sono una di quelle mamme che ha insistito perchè imparasse a colorare nei bordi quando questi fossero presenti, come a camminare sul marciapiede se c'è ne uno. Rigidità, estremo razionalismo, non credo... forse l'esigenza che se è presente una linea forse c'è un motivo.. Colori tutti, in ordine o a caso.
    Ho amato i laboratori organizzate dalle educatrici del nido, l'obiettivo era lavorare assieme per quanto fosse possibile con un bimbo di 1/2 anni, ma conservo ancora il foglio su cui ha pastrocchiato con le sue manine.
    Non sono mai stata una creativa, ma poi un po' mi sono lanciata, con molta umiltà e poche pretese. Il pupo all'inizio della scuola materna non amava affatto disegnare ora che è all'ultimo anno riempie la cassettiera di disegni e vuole fare i lavoretti. Però è vero c'è l'ansia da prestazione. L'altro giorno il nonno gli ha chesto il disegno del simbolo di una macchina, il pupo ha provato a riprodurlo ma non è stato soddisfatto ed ha cominciato a piangere. Era anche stanco, ma gli ho piegato che se disegnare non è più un piacere è meglio cambiare gioco. Non sono riuscita a calmarlo e mi è toccato sostituiormi nella realizzazione del disegno, tra l'altro mica tanto riuscito. Ho capito che qualcosa non ha funzionato. Spero in futuro di riuscire a gestire meglio questa frustrazione. Ovviamente sono ben accetti consigli.

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  19. Cara la mia non voleva essere una polemica, ma una riflessione su genitori invadenti che non pensano veramente alla creatività, ma a mostrare quanto bravi sono i loro figli! Penso che tutti i bambini reagiscano con il pianto e si sentano frustrati quando non riescono a portare a termine un obiettivo, io al mio cerco di infondere fiducia e gli dico di riprovare quando non riesce a fare qualcosa, ad avere pazienza e non scoraggiarsi, ma non è sempre così facile.

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