Come possiamo insegnare l'arte ai bambini?

4.7.12 MadreCreativa 16 Comments

Questo post nasce da un'interessante riflessione di Daniela su quale sia il modo giusto per insegnare l'arte ai bambini, sfociata in seguito alla lettura del libro Disimparare l'arte di Serena Giordano.
Premetto che io non ho letto il libro, ma lavorando da molto tempo nell'ambito della didattica dell'arte, mi sento di rispondere alla domanda di Daniela: "Esiste un modo giusto per insegnare l'arte?"
 A mio avviso uno dei problemi fondamentali è che mentre la matematica, la fisica, il latino lo possono insegnare solo alcuni professori, molti si sentono in grado di spiegare e interpretare l'arte pur non avendone le competenze! Per questo l'arte contemporanea fa spesso storcere il naso, perchè presuppone una conoscenza dell'autore e dell'opera per essere intesa, perchè oltre alle prime reazioni, c'è bisogno di uno sforzo in più che non tutti sono disposti a fare. Per questo le mostre su Mantegna, Klimit, Monet, sono sempre stracolme di gente, quelle di arte contemporanea sono quasi sempre deserte!

Come insegnare l'arte e soprattutto l'arte contemporanea? Incentivando la curiosità, allontanando quell'atteggiamento snob di chi esclama: "lo potevo fare anch'io" e portare gli alunni a giocare con l'arte, a riflettere sugli atti di denuncia della realtà che arrivano dagli artisti contemporanei.
Rendendo lo studio della storia dell'arte non una sterile panoramica di artisti inseriti in un contesto storico, ma qualcosa di vivo.
Giotto e la cappella degli Scrovegni saranno di sicuro compresi meglio, se i bambini potranno provare a realizzare un affresco.
 (immagine tratta da PadovaCultura)

Così come i Barbari potranno essere visti molto più vicini a noi di quanto non si pensi, se si proverà a far realizzare ai bambini una spilla longobarda o a far giocare gli adolescenti con le parole barbare che sono entrate a far parte della nostra lingua (esperienza provata come laboratorio successivo alla visita alla mostra Roma e i Barbari svoltasi a Palazzo Grassi nel 2007).
Uscendo dalla classi o dalle case e facendo una passeggiata all'interno di chiese, sedi universitarie, palazzi, luoghi davanti ai quali si passa ogni giorno, distratti da mille occupazioni, ma dove soffermandosi ogni tanto, si possono scoprire opere d'arte straordinarie (provate a fare un giro alle sedi universitarie di Padova Bo e Liviano e al Duomo, scoprirete opere di Gio Ponti, Arturo Martini, Kounellis, Vangi!).
 (immagine tratta da Accademia Affamati Affannati)

Certo per fare ciò ci vuole tempo e la scuola non può sobbarcarsi di un tale lavoro,  finchè tutto sarà finalizzato allo svolgimento dei programmi ministeriali.
Dove non arriva la scuola, però, può arrivare la famiglia che, ovvio, a tali argomenti deve essere interessata.
Esiste un modo corretto per insegnare l'arte? Sì. Attraverso l'empatia e l'esperienza. Mettersi dalla parte di chi deve apprendere, cercare una chiave, che riesca ad aprire le porte della mente di adolescenti troppo spesso descritti come svogliati e privi d'interessi.
 Farli lavorare attivamente sulle tecniche, sui diversi registri di comunicazione che un'opera d'arte racchiude, per farli riflettere su come non sempre antico sia sinonimo di polveroso e contemporaneo di incomprensibile!

16 commenti:

  1. Vorrei poter scegliere il carattere per scrivere GRAZIE a lettere cubitali. Mi hai ricordato altri spunti che vengono dal libro e che avevo tralasciato per amor di sintesi, ma devo assolutamente riprendere. Ti posso mettere come link sotto il mio post che hai citato?

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    1. Certo che puoi mettere il link! Grazie a te che stimoli così tante riflessioni!

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  2. Oh, come mi esalta l'argomento! Sono, ovviamente, d'accordo! La mia esperienza in museo mi ha insegnato che i bambini sono molto più propensi a lasciarsi coinvolgere e divertire che ad annoiarsi, quindi la predisposizione c'è, eccome! Ma soprattutto per quanto riguarda il passato più lontano c'è l'abitudine di presentare eventi e personaggi in modo molto statico, privandoli completamente della loro umanità!Ricordo un percorso di successocon i bimbi all'Egizio: si parlava delle scarpe e degli accessori e i bambini erano stupiti di sapere che si usavano già le scarpe (!!!!!) e dal nulla nascevano milioni di domande sulla quotidianità egizia!!!Certe volte basta davvero immedesimarsi un pochino!

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    1. Concordo in pieno, una partecipazione attiva è la cosa migliore!

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  3. pari pari per la musica...mi sa che ci faccio un post anche io su come insegnare la musica. bellissima riflessione.

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  4. Io posso aggiungere, nella mia modestissima esperienza (da bambina prima e da mamma ora) che l'amore per l'arte è un sentimento innato nel bambino prima che nell'adulto. Quando ero bambina mio padre mi trascinava (in senso buono) ad ogni mostra nel raggio di 300 km, e non perdevamo una Biennale di Venezia.
    Ricordo che spesso il sentimento di noia prevaleva su quello di divertimento.
    L'amore per l'arte mi è rimasto e lo trasmetto ai miei bambini tramite il gioco. Quando andiamo per mostre (forse l'ho gia' scritto in rispota al post di Daniela) giochiamo giochiamo giochiamo...e nei loro occhi si legge stupore e divertimento. Oggi è cosi, ma sono certa che sotto la pelle, nei loro occhi, nella loro mente e nel loro cuore queste cose rimarranno e da adulti le ricercheranno spontaneamente.

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    1. Mi sono espressa male sul termine innato. Intendo dire che il bambino e' ricettivo ed aperto , la chiusura avviene dopo.

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    2. Sono d'accordo, non conosco menti più aperte dei bambini! Che belle le tue parole...grazie!

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  5. Che bel post!!!Molto interessante!!!!Io e mia sorella, amanti dell'arte, abbiamo deciso che porteremo con noi mia nipote che ha 6 mesi a tutte le mostre...i bambini se imparano fin da piccoli a crescere e a giocare con l'arte...non potranno non amarla da grandi!Ciao Micol

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  6. Ho appena scoperto il tuo blog e ora non lo mollo più! Ti quoto alla grande: "uscendo dalla classi o dalle case e facendo una passeggiata all'interno di chiese, sedi universitarie, palazzi, luoghi davanti ai quali si passa ogni giorno, distratti da mille occupazioni, ma dove soffermandosi ogni tanto, si possono scoprire opere d'arte straordinarie". Da mamma viaggiatrice, questa è esattamente la mia filosofia. Uscire e scoprire tutto lo straordinario che c'è. Grazie.

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  7. Che bel post! I bambini sono proprio delle spugne!:)

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  8. Bellissimo post, è proprio vero i bambini tendono a imparare se li si coinvolge. Ad esempio all'asilo quest'anno hanno associato ai colori un continente, facendogli realizzare oggetti inerenti. Ad esempio per l'ultimo colore il verde, hanno abbinato l'America con i cowboy e gli indiani e gli hanno fatto realizzae uno scacciasogni, e ancora oggi Stefano ricorda bene tutto quello che gli è stato trasmesso.

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  9. "...Farli lavorare attivamente sulle tecniche, sui diversi registri di comunicazione che un'opera d'arte racchiude, per farli riflettere su come non sempre antico sia sinonimo di polveroso e contemporaneo di incomprensibile"

    sono pienamente d'accordo!

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  10. Ciao sono una mamma di Torino, a cui piace dipingere, ho conosciuto il metodo di Arno Stern sul GIOCO DEL DIPINGERE che trovo stimolante e vero. Il suo grande amore per i bambini e la grande stima che ha per loro lo ha portato a creare un metodo davvero efficace che può essere utile anche sia ai genitori che agli educatori. Vi consiglio di informarvi scoprirete un mondo meraviglioso. Ciao Paola

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