Liberiamo una ricetta: Involtini di pere e prosciutto crudo

31.1.14 MadreCreativa 8 Comments

Da quando ho scoperto di essere incinta, ho contemporaneamente dovuto dire addio ad insaccati e carne cruda. La prima cosa che farò non appena la mia bimba nascerà, sarà mangiare una quantità inverosimile di bresaola, coppa, salame e prosciutto crudo in tutte le salse!
Mi preparerò uno dei miei piatti preferiti anche per la velocità nella preparazione: gli involtini di pere e prosciutto crudo.
Mia mamma me li preparava (senza l'aggiunta del pepe) quando ero piccola, per farmi mangiare le pere che proprio non mi piacevano ed ora io faccio lo stesso per il quattrenne.

Ingredienti (per due persone)
2 pere
100 gr. di prosciutto crudo
pepe q.b.

Lavare le pere. Tagliare ogni pera in quattro parti.
Avvolgere ogni spicchio di pera nel prosciutto crudo e spolverarlo con un po' di pepe.
Distribuire gli involtini sulla carta forno e infornarli per 10 minuti con la funzione grill. Mangiare caldi!
Ogni volta che li preparo ricordo la mia infanzia, le cene in famiglia, le chiacchiere e le risate e non posso non ricordare quello straordinario passo sulla madeleine scritto da Marcel Proust nella "Ricerca del tempo perduto" che tanto ho adorato, ai tempi dell'Università: Una sera d’inverno, appena rincasato, mia madre accorgendosi che avevo freddo, mi propose di prendere, contro la mia abitudine, un po’ di tè. Dapprima rifiutai, poi, non so perché, mutai parere. Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti, chiamati madeleine, che sembrano lo stampo della valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. E poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto della madeleine. Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicessitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale. Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta ? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della madeleine.  Ma lo superava infinitamente, non doveva essere della stessa natura. Da dove veniva ? Che senso aveva ? Dove fermarla ? Bevo una seconda sorsata, non ci trovo più nulla della prima, una terza che mi porta ancor meno della seconda. E tempo di smettere, la virtù della bevanda sembra diminuire. E’ chiaro che la verità che cerco non è in essa, ma in me. E’ stata lei a risvegliarla, ma non la conosce, e non può far altro che ripetere indefinitivamente, con la forza sempre crescente, quella medesima testimonianza che non so interpretare e che vorrei almeno essere in grado di richiederle e ritrovare intatta, a mia disposizione ( e proprio ora ), per uno schiarimento decisivo. Depongo la tazza e mi volgo al mio spirito. Tocca a lui trovare la verità…retrocedo mentalmente all’istante in cui ho preso la prima cucchiaiata di tè. Ritrovo il medesimo stato, senza alcuna nuova chiarezza. Chiedo al mio spirito uno sforzo di più…ma mi accorgo della fatica del mio spirito che non riesce; allora lo obbligo a prendersi quella distrazione che gli rifiutavo, a pensare ad altro, a rimettersi in forze prima di un supremo tentativo. Poi, per la seconda volta, fatto il vuoto davanti a lui, gli rimetto innanzi il sapore ancora recente di quella prima sorsata e sento in me il trasalimento di qualcosa che si sposta, che vorrebbe salire, che si è disormeggiato da una grande profondità; non so cosa sia, ma sale, lentamente; avverto la resistenza e odo il rumore degli spazi percorsi…All’improvviso il ricordo è davanti a me. Il gusto era quello del pezzetto di madeleine che a Combray, la domenica mattina, quando andavo a darle il buongiorno in camera sua, zia Leonia mi offriva dopo averlo inzuppato nel suo infuso di tè o di tiglio…."

Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia. Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web.

Con questo post partecipo a Liberiamo una ricetta: iniziativa di cucina e di solidarietà, a blog unificati.

8 commenti:

  1. Se metti gli insaccati nel congelatore per 24 ore e li mangi subito dopo scongelati.non c' e' pericolo di contaminazioni

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  2. Se metti gli insaccati nel congelatore per 24 ore e li mangi subito dopo scongelati.non c' e' pericolo di contaminazioni

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  3. Io li faccio crudi, non mi era mai venuto in mente di cuocerli! Proverò...
    Mamma mia l'astinenza da prosciutto che cosa brutta deve essere :( però per un'ottima causa, dai :D (anche io avevo sentito del trucco del congelatore, poi ho scoperto che invece non funziona poichè la toxo è causata da un protozoo, che, a differenza dei batteri, non muore al freddo ma solo al caldo....quindi in cottura)

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  4. Mi sono persa nelle righe...bello bello bello.
    Anche io ricordo l'astinenza da insaccati come una delle peggiori conseguenze della gravidanza...aaaargh!

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  5. Come ti capisco!!!! Pensa che oggi mi è toccato pranzo d'ufficio a base di antipasto di salumi e tagliata... non ti dico la mia felicità davanti al piatto di pasta al sugo che mi è toccato...!!! Stasera per vendetta provo subito questa idea!!! :) Baci!

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  6. Devo provare... Nemmeno a me piacciono le pere...

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  7. Mmmmmmmmmmm devono essere strabuone!!!

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  8. come ti capisco..... anche io appena ho partorito ho chiesto un piatto abbondante di prosciutto crudo..... Queste pere sono da provare! anche io ho partecipato all'iniziativa liberiamo una ricetta con la carbonella. Credo tu la possa mangiare perché è tutto cotto.

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