Biberon odi et amo

15.12.14 MadreCreativa 0 Comments

Quando è nato il mio primo figlio, per me è stato molto difficile non essere riuscita ad allattarlo al seno.
Mi tornavano alla mente le parole della pediatra del corso pre-parto: “tutte le donne possono allattare se lo vogliono” e giù pianti ogni volta che dal tiralatte venivano fuori 20 cc.
I sensi di colpa e la frustrazione erano all’ordine del giorno e io odiavo con tutta me stessa il biberon.
Non riuscivo a trovarne uno che mi andasse bene, ora si trattava della tettarella ora del contenitore, c’era sempre qualcosa che non andava.
Tutto è terminato quando ho deposto le armi e mi sono rassegnata al pensiero che non avrei potuto attaccare al seno il mio primogenito e che avrei dovuto usare il biberon.
Quando, sei mesi fa, è nata la principessa di casa tutto è stato diverso.
Nonostante le difficoltà lei, che ho soprannominato la mia piccola guerriera, si è subito attaccata la seno ed io mi sentivo felice.
Dopo i tre mesi però il latte è diventato insufficiente e anche questa volta ho dovuto ricorrere al biberon.
Beh è stato tutto assolutamente diverso, nessun senso di colpa e nemmeno una lacrima.
Sono forse diventata una mamma degenere che non ha a cuore la sua piccola?
Assolutamente no, sono solo una mamma che ha capito che il modo migliore per vivere al meglio questa formidabile esperienza, è prendere le cose con leggerezza.
Vivere tutto con l’ansia da prestazione non migliora le cose anzi; per questo il mio unico pensiero questa volta è stato, quale miglior biberon per la mia bambina?
Ho avuto la possibilità di provare il biberon Closer to Nature della Tommee Tippee ed è stato subito amore.
Mi è piaciuta la forma ergonomica del biberon e la tettarella che imita la flessibilità e l’elasticità del seno naturale.
Per noi, che alla soglia dei sei mesi stiamo adottando un allattamento misto, è ottimale perchè rende la combinazione dell’allattamento materno con il biberon più facile che mai.
A cinque anni di distanza sono passata dall’odio per il biberon alla consapevolezza che si tratta di un utile alleato (vuoi mettere,  poter coinvolgere il papà, la nonna, la zia che non vedono l’ora di tenere in braccio il/la nuovo/a arrivato/a quando si è tanto stanche?).
I sensi di colpa non aiutano a nulla e la cosa migliore è affrontare le difficoltà dell’essere mamma con semplicità e naturalezza e tutto viene da sé.

Insomma siamo mamme… but take it easy!

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