Il ciuccio ovvero un utile alleato

30.12.14 MadreCreativa 0 Comments

Diventare mamma equivale a ricevere tanti consigli non richiesti. Tutti si prodigano per dirci cosa è meglio o non è meglio fare, come comportarci in un’una o nell’altra situazione, tutti senza che noi abbiamo mai chiesto come attaccarlo al seno, quanto farlo dormire, come cambiarlo e via dicendo.
Lo stesso vale per il ciuccio!
Nel mio caso quando è nato il mio primogenito volevo fare un po’ quella che non segue le mode consumistiche e che per suo figlio vuole solo cose naturali.
Quando poi il pupo ha iniziato a piangere disperato apparentemente senza motivo (era stato appena allattato, prima di allattarlo gli avevo cambiato il pannolino, dopo averlo allattato e cambiato il pannolino, lo cullavo nelle mie braccia) e da più parti mi veniva chiesto: “perché non gli dai il ciuccio?” ho pensato che potevo smettere i panni da mamma “green extreme” e cedere a quell’affarino di gomma, che il mio piccolo sembrava gradire dal primo assaggio.
Da lì mi sono davvero resa conto di come ci siano situazioni in cui il ciuccio può essere un utile alleato. 
Ecco quali:
-       durante le visite mediche o le vaccinazioni : nonostante li si prenda subito in braccio, non è sempre facile consolarli.
-       quando siamo un po’ in ritardo con la preparazione delle pappe: può capitare a tutte e il ciuccio, può servire a distrarlo per quei cinque minuti in più che ci servono.
-       quando lo portiamo le prime volte dal parrucchiere: se come me avete figli ipertricotici, non potete rimanere tanto a lungo lontani dal parrucchiere e per quanto non sia una figura minacciosa, il dover stare fermi con qualcuno che gli gira intorno con una forbice, intimorisce i bambini che possono calmarsi un po’ con il ciuccio.
-       quando dormono e mentre ci stiamo per infilare in doccia si svegliano iniziando a piangere disperati: la vostra doccia durerà molto meno di quanto avevate sperato, ma almeno avverrà in silenzio.
-       quando aspettiamo un’importante telefonata di lavoro e il trillo del telefono viene coperto della urla del nostro pargolo: con una mano lo terremo in braccio, con l’altra gli reggeremmo ben saldo il ciuccio in bocca e con la spalla manterremo fermo il telefono sull’orecchio per discutere della riunione che ci aspetta il giorno dopo.

Per questo, con la seconda figlia avevo già pronto il ciuccio nella valigia insieme a tutto il necessaire per il parto, ma la piccola non ne voleva sapere. Ci ha messo un po’ di mesi prima d’iniziare a gradire il ciuccio.
Proprio perché lei non lo ha preso dall’inizio, io ho pensato che potesse essere perché non le piaceva la forma del ciuccio perciò ho provato diversi modelli.
Poi ha accettato un succhiotto apparentemente semplicissimo. Il ciuccio Any Time della Tommee Tippee. Un succhiotto dal disegno simmetrico che sostiene il naturale sviluppo del cave orale.
La tettarella ortodontica è stata disegnata per aumentare l’accettazione da parte dei bambini, e nel mio caso posso dire che è proprio così.
Lungi da me dispensare consigli su cosa sia meglio fare, ritengo che ogni mamma debba regolarsi seconda la propria esperienza e il proprio bambino, senza troppe ansie.
Sì, insomma, vivete serene e tutto si risolverà (disse la sorella di Mary Poppins!).

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