Lettera al Sindaco di Venezia

7.7.15 MadreCreativa 0 Comments

Dopo aver letto da diversi parti ciò che è avvenuto a Venezia circa la decisione del sindaco Brugnaro ho immaginato cosa avrei scritto io se avessi potuto inviargli una lettera:

Alla c/a del Sindaco di Venezia,
sono la mamma di due bambini di sei e un anno, da sempre amante dei libri, nonché un'insegnante.
Da quando è nato il primo figlio, mi sono appassionata alla letteratura per l'infanzia ed ho cercato attraverso la lettura, di stimolare in lui la passione per i libri, convinta dell'importanza della lettura a qualsiasi età.
Perché farli leggere? Perché i libri gli permettono di volare con la fantasia, di conoscere e scoprire il mondo, di aprire le loro piccole menti e renderli liberi.
Ora ovunque si è parlato della sua decisione di eliminare "alcuni" libri  dai nidi e scuole dell'infanzia in cui compaiono più genitori dello stesso sesso o genitori singoli ed io le scrivo perché sono davvero sconcertata dalla sua decisione.
Non è forse la scuola un luogo in cui insegnare ai bambini le bellezza e la ricchezza della diversità? Non è forse la scuola un luogo in cui affrontare argomenti come la discriminazione e l'affermazione dei diritti civili?

A me sembra un triste esempio di poca democrazia, bandire ben 49 testi tra cui veri e propri capolavori della letteratura per l'infanzia, bollandoli come "gender".
Nel capolavoro di Leo Lionni "Piccolo blu e piccolo giallo" (inserito in questa lista), si narra niente più che di una bellissima storia d'amicizia tra due macchie di colore che abbracciandosi ne creano un terzo.
Cosa c'è di terribile in tutto questo? In due amici che si abbracciano? 
Mi risulta che nelle scuole dell'infanzia si faccia molto per favorire l'insegnamento del rispetto reciproco, della consapevolezza dell'esistenza dell'altro da sé.
Cosa possono fare allora libri come quello prima citato o come anche "Orecchie di farfalla", "A caccia dell'orso"(libro che io stessa ho letto a bambini della scuola dell'infanzia per aiutarli ad affrontare le proprie paure) e " Sono io il più bello" se non essere un validissimo supporto per affrontare temi che i bambini vivono nella loro quotidianità?
Pensare alla famiglia e alla scuola come a due enti separati non aiuta, è molto importante invece che le due realtà fondamentali in cui i bambini tra gli zero e i sei anni si trovano a vivere, dialoghino tra di loro e affrontino insieme argomenti che aiutano i bambini nient'altro che a CRESCERE.
Se invece si bandiscono libri dalle scuole, viene meno sempre più quello che la scuola dovrebbe rappresentare: un'istituzione democratica ed eterogenea rivolta a tutti, a minoranze e non.
Per questo motivo il mio "appello" è quello di rivedere la sua decisione e far ritornare sugli scaffali delle scuole questi importantissimi testi, perché si possa davvero insegnare la cultura del diverso inteso come qualcuno di prezioso, qualcuno da amare e integrare.
Perché i bambini continuino a vedere con i loro occhi, un mondo di tutti i colori.
Lasciamoli LIBERI DI SCEGLIERE, LIBERI DI LEGGERE.

Cordialmente
Floriana Riga

0 commenti: